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Il
centro, che in età romana fu influenzato dalla
posizione che veniva ad occupare all’interno del
complesso viario che aveva come centro la vicina
Urbs Salvia, era, già nel VI secolo, un importante
centro piceno, come dimostra una stele funeraria,
attualmente conservata presso il Museo Archeologico
Nazionale delle Marche di Ancona, che rappresenta la
più antica testimonianza di insediamenti umani nella
zona.
Stele Picena
Nel 1910 furono rinvenute tracce di un ponte e di
una costruzione romana lungo la strada che dalla
Porta Gemina, a sud-est dell’antica città, andava a
Falerio Picenus e risaliva per la contrada lorese di
S.Valentino, oltre a una stele funeraria romana
databile tra il I ed il II secolo a.C., conservata
nell’atrio della chiesa di S.Lorenzo di Urbisaglia.
Partiva da Porta Gemina anche una seconda strada che
attraversando Campolargo, luogo probabilmente
destinato, in passato, alle esercitazioni militari,
conduceva fino a Firmum Piceno, attraversando
Mogliano, Francavilla d’Ete e Rapagnano.Molto
importanti furono le sorgenti salso-bromo-iodiche
presenti nella valle del Cremone, frazione di Loro
Piceno, che avevano un particolare legame con il
contesto religioso terapeutico che faceva parte del
santuario della Dea Salus urbisalviense. Infatti si
pensa che nella contigua contrada delle Bagnere
fosse esistito un vero e proprio complesso termale,
dove agli inizi del ‘900 furono rinvenute tracce di
una villa e di una pavimentazione a mosaico insieme
a significativi reperti di età augustea andati
purtroppo dispersi.
Medioevo
Dal IX al X secolo il castello di Loro appartenne
all’Abbazia di Farfa. Nell’875 Ludovico II lo donò,
insieme a Caldarola e Vestignano, al monastero di S.
Clemente in Casauria o in insula Piscaria. Nel 1055
Loro Piceno entrò a far parte della chiesa fermana
insieme ad altri 129 castelli. L’antica rocca
dell’abitato, come attesta una carta fiastrense del
1141, sorgeva dove poi fu costruita, ad opera dei
benedettini, la prima chiesa del paese, S. Maria di
Piazza.
Nella prima metà del XII secolo iniziò ad estendersi
sul castello lorese il controllo della vicina
Abbazia di S. Maria di Chiaravalle di Fiastra, che
possedeva ampi appezzamenti in Contrada del Leone.
Tali possedimenti facevano parte di quella corte de
Loru di cui si ha notizia sin dal 1116, ma della
quale non si conosce l’esatta estensione.
Per quanto riguarda il nome della città,
probabilmente il fitonimo laurus può essere passato
nell’onomastica medievale divenendo distintivo di
una famiglia locale, come nel caso dei Lori di
Fabriano. Infatti, una carta fiastrense del 1167
attesta l’esistenza, nell’area di Villamagna, di una
terra spettante ai conti Lori o Lauri di Loro. Ci fu
infatti una famiglia, i nobili Lauri o Laurenti, che
si potrebbero definire come i più antichi signori
del castello, di cui però si hanno notizie in ambito
lorese solo a partire dal XVI secolo. Non é da
escludersi tuttavia che essi potessero avere legami
di parentela con i potenti conti Offoni di
Villamagna, che in quegli stessi anni facevano la
loro comparsa nella storia del paese.
Veduta del paese
Di origine franco-salica e discendenti dai Mainardi,
gli Offoni erano arrivati in Italia tra l’VIII ed il
X secolo nel momento dell’ascesa dei Carolingi e si
erano stabiliti in Emilia, Toscana, Umbria, Lazio,
Abruzzo e Marche, entrando spesso in contatto con
istituzioni benedettino-farfensi. I signori di
Falerone, Mogliano, Monteverde e Brunforte derivano
dallo stesso ramo del conte Offone di Mainardo di
Villamagna.
Nella prima metà del XIII secolo Loro fu oggetto
delle mire espansionistiche del figlio del conte
Rinaldo di Giberto di Villamagna, Fildesmido da
Mogliano, un potente feudatario che possedeva circa
20 castelli arroccati sulle colline della valle del
Fiastra e del medio corso del Chienti e del Tenna.
Per diventare signore incontrastato dei centri
limitrofi, con una astuta politica matrimoniale,
fece sposare suo figlio Bonconte con la nobile
Monaldesca di Trasmondo di Sant’Angelo, la quale
aveva ricevuto in eredità dal padre vaste proprietà
nei territori di Mogliano, Monte Ansone (colle di
Mogliano in contrada Massa), Gualdo e Loro. Da
Bonconte e Monaldesca nacque Rinaldo il Grande,
signore di Brunforte.
Con atto testamentario del 2 dicembre 1244
Fildesmido divise il feudo tra l’altro figlio
Ruggero ed il nipote Rinaldo.
I possedimenti nel territorio lorese, che spettavano
a Rinaldo per eredità materna, passarono allo zio
solo per non creare smembramenti nella divisione
territoriale dei due feudi. Ruggero si stabilì a
Mogliano mentre Rinaldo a Brunforte, castello che
sorgeva tra Sarnano e Terro sulla sommità del Monte
Morrone, da cui egli ed i suoi discendenti trassero
la denominazione
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