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Si hanno
tracce di un insediamento di epoca romana (eta’ di
Nerva 96-98 d.c.) come testimoniano alcune monete in
bronzo in epoca imperiale rinvenute nella compagna
circostante. Con le invasioni barbariche del III
secolo dopo Cristo il nucleo urbano venne distrutto.
Ricostruito nel tardo Medioevo, il documento in cui
si cita la “plebem S.Justi” risale al 947. Già parte
integrante della circoscrizione ecclesiastica di
Fermo, passa, con i longobardi sotto il ducato di
Spoleto, quindi, fino al secolo XI alle dipendenze
dell’Abbazia di Farfa.
Nel secolo XII e’ libero comune.
Il periodo di maggior splendore per monte san giusto
e’ senza dubbio quello rinascimentale quando Niccolò
Bonafede, nato a Monte San Giusto nel 1463, vescovo
di Chiusi e abile condottiero al servizio dello
Stato Pontificio negli anni che vanno da Alessandro
VI a Clemente VII. decise di stabilire nella propria
città natale una vera e propria corte.
Il paese fu interessato da un ampio rinnovamento
urbanistico: fu costruito lo splendido Palazzo
Bonafede, aperta la grande piazza e ristrutturata la
Chiesa di Santa Maria della Pietà in Telusiano al
cui interno venne collocata la monumentale
Crocifissione di Lorenzo Lotto.
L’opera architettonica più importante di Monte San
Giusto è appunto il Palazzo fortezza fatto costruire
dal Bonafede all’inizio del 1500. Il corpo centrale
del fabbricato insiste su una base piramidale. La
facciata in laterizio con finiture e cornici in
pietra, è abbellita da cinque finestre a croce
guelfa.
Il portale d’ingresso, realizzato nel 1524, e’ opera
dello scalpellino anconetano Franco Pesimoti.
Il cortile richiama quello del palazzo ducale di
Urbino. In una sala a piano terra, denominata ‘la
stanza del vescovo’, si conservano affreschi
attribuiti al pittore emiliano amico Aspertini
(1457-1522). Cosi’ pure attribuito all’Aspertini e’
un notevole fregio conservato in una sala al primo
piano, attualmente ufficio del sindaco.
Il palazzo Bonafede e’ attualmente sede del
municipio ed ospita la mostra permanente di una
collezione di disegni antichi di Alessandro Maggiori
ed una esposizione di opere dello scultore Carlo
Cantalamessa donate dalla famiglia Brillarelli.
A circa due km dal centro abitato, in zona Campiglia,
si trova la ‘Casina Bonafede’, detta ‘coriolana’ del
sec. XV, fatta costruire dal Bonafede ed utilizzata
come casa di campagna. la casina e’ stata di recente
completamente restaurata.
Nella chiesa di ‘Santa Maria Della Pietà’ (in
telusiano) del sec. XIV, fatta ristrutturare dal
vescovo Bonafede nel sec. XVI, si conserva la pala
di Lorenzo Lotto La Crocifissione commissionata a
suo tempo dal vescovo e terminata dal pittore
veneziano nel 1531.
Dopo una superficiale ripulitura nel 1831, il
dipinto e’ stato restaurato nel 1953 e nel 1981. La
cornice, dell’epoca, realizzata su disegno dello
stesso lotto, e’ stata restaurata nel 1996.
La ‘Chiesa Collegiata’ , o di Santo Stefano,
ricostruita su una antica pieve dall’arch. Vassalli
ed aperta al culto nel 1781, conserva un affresco
raffigurante ‘la Madonna del latte’ del sec. XIV,
una statua lignea della madonna incoronata del sec.
XVI, un organo callido del XVIII sec. ed affreschi
del Pavisa.
‘Santa Maria delle Panette’, chiesa suburbana a
pianta ottagonale in stile vanvitelliano, fu
costruita da Gaetano Maggi nel 1740.
Vi si conserva un’importante icona, con gli apostoli
Giacomo e Giovanni, appartenuta ad una antica
edicola dove le confraternite distribuivano il pane
ai pellegrini che si recavano a Loreto. |