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Pollenza
si adagia, in forma ellittica, su un crinale
delimitato a nord dal fiume Potenza, a sud dal
Chienti e dalla S.S. 77. Sorge a 344 metri sul
livello del mare ed ha una popolazione di 6.025
abitanti. Ad ovest delimita l’orizzonte la corona
dei Sibillini, dai colori cangianti, che rende
suggestiva e vibrante l’osservazione del paesaggio,
in ogni stagione: il bianco riflettente della neve o
l’esplosione del verde, in primavera, regalano
momenti di inimitabile suggestione. Dall’altro lato,
ad est, il digradare morbido delle colline che si
rincorrono fino al mare, sottolinea la dolcezza
delle morfologie, completamente antropizzate e
plasmate dall’attività dell’uomo. I paesi di Treia,
Macerata, Tolentino e San Severino fanno da cornice
e da sfondo storico all’insieme di corsi d’acqua,
coperture vegetali e modellamenti umani. Il Cassero
e il Trebbio sono i quartieri periferici, a nord e a
sud, che come appendici tentacolari, prolungano
l’abitato fin sulla punta estrema della terrazza su
cui sorge Pollenza. Il digradare più o meno brusco
dei piani, a seconda del versante, mostra un
territorio organizzato in ogni sua parte,
punteggiato di case coloniche, di borghi e piccoli
agglomerati che costituiscono l’impronta storica dei
castelli medievali che vi sorgevano. La
conformazione geolitologica del luogo, argillosa e
marnosa in alcuni punti, sabbiosa e friabile in
altri per la presenza di formazioni arenacee, ha
inciso direttamente sull’edilizia antica e moderna e
sulla sua conservazione.
LE ORIGINI
Le più antiche tracce dell’uomo qui risalgono al
Piceno e sono state rinvenute sul Monte Franco, a
nord dell’attuale abitato. Un luogo carico di storia
per i Pollentini, dove il passaggio di antiche
comunità è testimoniato dal ritrovamento di
un’estesa necropoli, con tombe dell’ottavo secolo a.
C., una testimonianza della ricorrente
valorizzazione del sito nel corso della storia e di
un fil rouge che segue il perpetuarsi
dell’organizzazione sociale su questo colle, con
forme diverse a seconda delle epoche, ma senza
soluzioni di continuità. |