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La leggenda vuole che
Bolognola sia stata fondata nel basso medioevo, nel
XIV secolo, da tre nobili bolognesi esuli in queste
terre ai tempi delle lotte tra guelfi e ghibellini.
I tre nobili, Pepoli, Malvezzi e Bentivoglio,
avrebbero dapprima fondato il paese di Appennino,
nei pressi del Santuario di Macereto, per poi
spostarsi nell’alta valle del Fiastrone.
Qui avrebbero fondato tre nuclei abitati contigui
(Capo la villa, Villa di mezzo e Pie’ la villa), che
insieme costituirebbero tutt’ora il borgo di
Bolognola. Il nome del paese, secondo questa
tradizione, starebbe a significare appunto “Piccola
Bologna”. Sulla base di questa erronea convinzione,
alle tre ville sono state successivamente attribuiti
i nomi dei tre presunti fondatori.
La realtà storica è invero ben diversa. È ormai
assodato che un originario nucleo abitato esistesse
nell’area dove attualmente sorge Bolognola già
abbondantemente prima del 1200. Il toponimo non
avrebbe nulla a che fare con il capoluogo emiliano,
bensì potrebbe derivare dal latino Bononia (terra di
cose buone), poi trasformatosi con il tempo in “Bononiola”.
Forse ancora più plausibile è la derivazione dal
celtico bona (luogo fortificato), stante la presenza
di evidenti tracce della cultura celtica nell’area
dei Sibillini. Altra possibile e più suggestiva
interpretazione, è quella secondo la quale
all’origine del toponimo ci sarebbe il culto della
dea Bona, anticamente diffuso nei monti Sibillini.
Il borgo divenne in seguito Libero comune, subendo
sempre molto l’influenza dei Da Varano, signori di
Camerino, che eressero anche un castello - di cui
oggi restano solo poche rovine - nella Villa di
mezzo (conosciuto, sulla scorta della leggenda, come
Castello Pepoli).
La popolazione cominciò drasticamente a diminuire
nella prima metà del XX secolo, a causa soprattutto
delle due grandi valanghe staccatesi dal sovrastante
Monte Sassotetto, che, negli inverni del 1930 e del
1934, fecero 19 vittime ciascuna, radendo al suolo
buona parte degli edifici più antichi.
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